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CREDITO D'IMPOSTA PER L'ACQUISTO DI NUOVI BENI STRUMENTALI NELL'AREA DEL CRATERE


Si ricorda che l'articolo 18-quater del Decreto Legge n. 8/2017 convertito dalla Legge n. 45/2017 così come modificato dall'articolo 44 del Decreto legge n. 50/2017 convertito dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96 ha esteso fino al 31 dicembre 2019 agli investimenti effettuati dalle imprese nei comuni del Lazio, dell'Umbria, delle Marche e dell'Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 2016,  il credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi nel Mezzogiorno (art. 1, comma 98 e seguenti della Legge n. 208/2015 - Legge di stabilità 2016).


In particolare, il credito d'imposta è attribuito nella misura del 25% per le grandi imprese, del 35% per le medie imprese e del 45% per le piccole imprese.

Il comma 3 dell'articolo 18 - quater dispone la notifica dell'agevolazione, a cura del Ministero dello sviluppo economico, alla Commissione europea ai sensi della disciplina degli aiuti di Stato recata dall’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Si rimane quindi in attesa della decisione finale di autorizzazione della misura agevolativa da parte della Commissione europea.

CREDITO D'IMPOSTA PER L'ACQUISTO DI NUOVI BENI STRUMENTALI NELL'AREA DEL CRATERE - APPROVAZIONE DELLA COMMISISONE EUROPEA

Con una nota del 6 aprile 2018, la Commissione europea ha comunicato l'approvazione della misura del credito d'imposta per l'acquisto di nuovi beni strumentali nell'area del cratere introdotta e normata dall'articolo 18 - quater della Legge n. 45 del 7 aprile 2017 di conversione del  Decreto Legge n. 8/2017.
 
L'atteso placet europeo consentirà alle imprese di qualsiasi dimensione di fruire fino al 31 dicembre 2019 della medesima agevolazione oggi prevista solo nelle aree del Mezzogiorno.

In particolare nei 140 comuni delle Marche, del Lazio, dell'Umbria e dell'Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 2016, sarà possibile ottenere, previa richiesta all'Agenzia delle entrate, un credito d'imposta per nuovi investimenti in macchinari, impianti e attrezzature pari al 25% per le grandi imprese, al 35% per le medie imprese e al 45% per le piccole imprese.
 
Il sostegno alle grandi aziende sarà comunque limitato alla costituzione di una nuova impresa, alla diversificazione dell'attività o all'acquisizione degli attivi di un'impresa che ha chiuso.
 
Il plafond messo a disposizione per il sistema produttivo è pari a circa 44 milioni di euro.

CREDITO D'IMPOSTA PER RICERCA E SVILUPPO NEI SETTORI TESSILE E MODA - CHIARIMENTO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente dedicato un approfondimento al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo che riconduce al beneficio fiscale le fasi: a) ricerca ed ideazione estetica e b) realizzazione dei prototipi del settore tessile e moda.

Nel dettaglio, il MISE afferma che:
- tra le attività di ricerca e sviluppo possono rientrare quelle poste in essere dalle imprese del settore moda collegate alla ideazione e realizzazione dei nuovi campionari;
- possono infatti considerarsi rilevanti l’insieme dei lavori organizzati dall’impresa ai fini dell’elaborazione e della creazione di nuove collezioni di prodotti;
- tale processo di creazione di prodotti nuovi o migliorati potrà in concreto apprezzarsi, a seconda dei casi e in conformità con le prassi commerciali del settore in rapporto ai materiali utilizzati, alla combinazione dei tessuti, ai disegni e alle forme, ai colori o ad altri elementi caratterizzanti le nuove collezioni rispetto alle precedenti;
- le attività finalizzate a semplici adattamenti di una gamma di prodotti esistenti, attraverso l’aggiunta di un singolo prodotto o la modifica unicamente dei colori proposti o di un elemento di dettaglio, non possano costituire attività ammissibili al credito d’imposta in quanto costituenti in via di principio modifiche ordinarie o di routine.


Nel complesso devono pertanto considerarsi escluse dall’agevolazione soltanto le modifiche non significative di prodotti e di processi.

Ricordiamo che il credito d’imposta spetta fino a un importo massimo annuale di 5 milioni € per ciascun beneficiario ed è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in ricerca e sviluppo, effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione, ammonti ad almeno 30.000 €.

Alleghiamo circolare esplicativa di Confindustria sul tema

Credito R&S - Nota Confindustria

CREDITO D'IMPOSTA PER RICERCA E SVILUPPO- ATTIVAZIONE SERVIZIO

Confindustria Servizi Srl ha attivato un servizio di assistenza per la predisposizione delle pratiche necessarie per l’ottenimento del credito di imposta per ricerca e sviluppo previsto dall’articolo 1, comma 35, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) poi novellato dall’articolo 1, commi 15 e 16 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (cd. Legge di Bilancio 2017).

A questo proposito che il credito d’imposta per ricerca e sviluppo - in vigore fino al 2020 - è  fruibile dalle imprese di qualsiasi dimensione che realizzano incrementi nei costi di ricerca e sviluppo in ciascun periodo d'imposta.

Il credito è concesso a condizione che l’impresa effettui nel periodo d'imposta una spesa complessiva per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30mila euro che ecceda la media dei medesimi costi sostenuti nel triennio "fisso" 2012 - 2014.

Il credito d'imposta è pari al 50% della spesa incrementale relativa alle attività ammissibili.

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: costi per personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

Il credito d’imposta può essere utilizzato a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello nel quale sono stati sostenuti i costi agevolabili.


Si evidenzia - infine  - che il beneficio è cumulabile - tra le altre cose - con l'agevolazione del superammortamento, dell' iperammortamento e della nuova Sabatini.

CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI - AGGIORNAMENTO

Con il Decreto legge del 16 ottobre 2017, n. 148, c.d. “Decreto fiscale”,  il Governo ha modificato la norma (articolo 57-bis, Decreto legge n. 50/2017) relativa agli incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

E’ prevista, infatti,  dal 2018 l’attribuzione di un credito di imposta in favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di natura analoga, effettuati nell’anno precedente.

Il credito d’imposta - che è utilizzabile esclusivamente in compensazione (art. 17 del d.lgs. 241/1997), previa istanza al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, innalzato al 90% nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

Nel decreto n. 148/2017 si stabilisce, inoltre, che per la concessione del credito d’imposta è autorizzata la somma di 62,5 milioni di euro per il 2018, che costituisce tetto di spesa.

Quindi, viene previsto che ai fini della prima applicazione del beneficio, una quota pari a 20 milioni di euro è destinata al riconoscimento del credito d’imposta esclusivamente sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, effettuati dal 24 giugno 2017 (data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 50/2017) al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti effettuati dagli stessi soggetti sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo del 2016.

La definizione delle modalità e dei criteri di attuazione è demandata ad un DPCM, da adottare, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.