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CREDITO D'IMPOSTA PER RICERCA E SVILUPPO- ATTIVAZIONE SERVIZIO

Confindustria Servizi Srl ha attivato un servizio di assistenza per la predisposizione delle pratiche necessarie per l’ottenimento del credito di imposta per ricerca e sviluppo previsto dall’articolo 1, comma 35, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) poi novellato dall’articolo 1, commi 15 e 16 della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (cd. Legge di Bilancio 2017).

A questo proposito che il credito d’imposta per ricerca e sviluppo - in vigore fino al 2020 - è  fruibile dalle imprese di qualsiasi dimensione che realizzano incrementi nei costi di ricerca e sviluppo in ciascun periodo d'imposta.

Il credito è concesso a condizione che l’impresa effettui nel periodo d'imposta una spesa complessiva per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30mila euro che ecceda la media dei medesimi costi sostenuti nel triennio "fisso" 2012 - 2014.

Il credito d'imposta è pari al 50% della spesa incrementale relativa alle attività ammissibili.

Sono agevolabili tutte le spese relative a ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale: costi per personale altamente qualificato e tecnico, contratti di ricerca con università, enti di ricerca, imprese, start up e PMI innovative, quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio, competenze tecniche e privative industriali.

Il credito d’imposta può essere utilizzato a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello nel quale sono stati sostenuti i costi agevolabili.


Si evidenzia - infine  - che il beneficio è cumulabile - tra le altre cose - con l'agevolazione del superammortamento, dell' iperammortamento e della nuova Sabatini.

CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI - AGGIORNAMENTO

Con il Decreto legge del 16 ottobre 2017, n. 148, c.d. “Decreto fiscale”,  il Governo ha modificato la norma (articolo 57-bis, Decreto legge n. 50/2017) relativa agli incentivi fiscali per gli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

E’ prevista, infatti,  dal 2018 l’attribuzione di un credito di imposta in favore di imprese e lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell’1% quelli, di natura analoga, effettuati nell’anno precedente.

Il credito d’imposta - che è utilizzabile esclusivamente in compensazione (art. 17 del d.lgs. 241/1997), previa istanza al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, innalzato al 90% nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.

Nel decreto n. 148/2017 si stabilisce, inoltre, che per la concessione del credito d’imposta è autorizzata la somma di 62,5 milioni di euro per il 2018, che costituisce tetto di spesa.

Quindi, viene previsto che ai fini della prima applicazione del beneficio, una quota pari a 20 milioni di euro è destinata al riconoscimento del credito d’imposta esclusivamente sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, effettuati dal 24 giugno 2017 (data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 50/2017) al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell’1% l’ammontare degli analoghi investimenti effettuati dagli stessi soggetti sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo del 2016.

La definizione delle modalità e dei criteri di attuazione è demandata ad un DPCM, da adottare, su proposta del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.